Masterchef 11, le nostre pagelle della sesta puntata: ma davvero hanno eliminato quei due? Puntarella Rossa

Masterchef 11, le nostre pagelle della sesta puntata: ma davvero hanno eliminato quei due?

Masterchef 11 sesta puntata. La sesta puntata di Masterchef 11 presenta, come fil rouge, quello degli ingredienti (e valori) nascosti. Ma potremmo definirla, più facilmente, la puntata dello scandalo (nascosto) dietro l’angolo. I due eliminati della serata sono, infatti, concorrenti tra quelli considerati i migliori in assoluto fino ad ora. Mentre le leve mediocri (se non pessime) riescono per l’ennesima volta a schivare l’uscita in corner, facendo leva sugli errori (rari e talvolta unici) altrui piuttosto che sulle loro presunte capacità culinarie. Ma partiamo dall’inizio!

Credits Sky Italia

Cosa è successo nella puntata del 3 febbraio

La puntata si apre una Mistery a tema tuberi, tra le radici di loto e quelle di zenzero. I migliori della prova sono Carmine, Mime e Christian. Quest’ultimo presenta, addirittura, il piatto vincitore cucinando una sorta di piadina di tapioca che, secondo lui, richiamerebbe un vibe piemontese-brasiliano. La vittoria gli infonde sicurezza (non che ce ne fosse bisogno, potrebbe venderla a ceste al mercato) e decide di tirare colpi gobbi a tutti gli avversari nell’invention test, dove l’ospite è Enrico Costanza, giardiniere stellato che collabora con grandi chef e che porta in studio i suoi ingredienti: piante particolari e dai sapori difficili, da dover esaltare in una preparazione. Christian assegna le piante in base alla difficoltà di utilizzo e decide che piatto (se dolce o salato) devono preparare gli avversari, il tutto cercando di affossare i migliori e dando un calcio sugli stinchi a Carmine con una pianta al sapore di formaggio Camembert da utilizzare in un dolce. La migliore della prova è Mime, con un dolce a base di burro di canapa. Christian riesce nel suo intento e tra i peggiori ci sono Tracy, Pietro e Carmine. Quelli che, secondo me, potevano serenamente arrivare in finale vengono invece selezionati dai giudici lasciando al loro caldo posto, in maniera inspiegabile, personaggi come Polone (che ha fatto delle tartine di pesce senza senso) e Nicky Brian (che non è stato in grado nemmeno di cuocere le patate presentando un involtino di pesce in crosta di patate crude). Quindi la decisione dei giudici appare davvero insensata e mette a dura prova gli spettatori. Esce Pietro, purtroppo. Ma se ne va da vero signore, accompagnato da lacrime e commozione.

Arriva, poi, il momento dell’esterna. Il tutto si svolge sul set cinematografico di blocco 181, la prossima serie tv Sky Original supervisionata e prodotta dal rap Salmo. I concorrenti devono cucinare su dei foodtruck i piatti della “pausa” degli attori e operatori. Mime, in quanto vincitrice dell’invention, sceglie come menu per la propria squadra quello a base di carne, lasciando al team rosso quello a base di pesce, sicuramente meno appetibile per una clientela sudamericana. Nel caos generale, comunque, la visione è lungimirante e porta alla vittoria della squadra blu che comprende, oltre a Mime, anche Elena, Lia, Nicky Brian e Federico. La squadra rossa, composta invece da Dalia, Polone, Tracy, Carmine e Christian, finisce al Pressure Test. Questo si svolge attorno a un grande classico: la preparazione del fritto. Anche qui, come per l’omelette, alcuni aspiranti chef non hanno “mai mangiato né cucinato un fritto“. Forse vivono su Marte? Dalia molla già in partenza e fa una prova disastrosa. Questo la porta tra i peggiori assieme a Polone. A questo punto, però, i giudici fanno la seconda scelta assurda della serata: invece di penalizzare chi fa sempre qualcosa di sbagliato in tutte le prove, fin dall’inizio della stagione, decidono di eliminare Dalia che era al suo primo scivolone ai fornelli. Questa, sì, aveva mollato facendo una prova mediocre ma considerato il suo percorso eccellente non meritava davvero di uscire. La puntata si chiude, è il caso di dirlo, con l’amaro in bocca e non solo per il fritto di infimo livello.

Credits Sky Italia

Le nostre pagelle

Pietro: 10 . Concorrente d’oro ingiustamente eliminato mostra, come sempre, la sua superiorità etica e morale. Se ne va da signore, ringraziando tutti e lasciando gli avversari con le lacrime agli occhi. Consapevole dei propri limiti, ma ricco di capacità che avremmo voluto scoprire ancora e lascia nella masterclass elementi come Polone e Nicky Brian che nella stessa prova avevano fatto decisamente peggio di lui. Porteremo avanti la sua battaglia per il riconoscimento di genere dell’arancina.

Tracy: 7 . Si mantiene alta Tracy, una delle papabili finaliste. Brava, competente e combattiva. Ha perso colpi con il dolce assegnatole a tradimento da Christian, ma come detto da lei stessa abbassa lo sguardo ma non piega la testa. Ha ancora molto da dare nella cucina di Masterchef.

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Mime: 8 . Adorabile, con quella sua eleganza nipponica condita dal casinismo tutto mediterraneo e dal suo accento toscano irresistibile. Sempre umile, concentrata sul suo lavoro e pronta a dare una mano agli altri. Si è aggiudicata il posto di migliore nell’invention con un dolce a base di burro di canapa (dedicato a Bob Marley) che l’ha sballata, pur non contenendo alcun principio psicoattivo. Mime è ebbra di simpatia e tanto basta.

Federico: 6 . Comincia, pian piano, a risalire la classifica anche Federico. Sempre un po’ presuntuoso (come per il suo piatto, sempre troppo ricco di ingredienti nonostante i numerosi richiami degli chef), ma più autoironico e sicuramente più in vena di dimostrare le sue doti. In questa puntata ha letteralmente salvato le sorti dell’esterna con il suo stile argentino nella preparazione della carne.

Lia: 7. Sempre tra le migliori come capacità ai fornelli. La sua “simpantipatia” viene presa in maniera altalenante nel pubblico, ma è più che apprezzabile la sfacciata onestà di voler andare avanti dritta come un treno liberandosi, perché no, di qualche concorrente temuto.

Carmine: 8 . Mitico per come è riuscito a reagire ai colpi lanciati a tradimento da Christian. Affronta sempre tutto a testa alta e con grande competenza. Possiede una sensibilità ai fornelli, a detta di Cannavacciuolo, rara anche in grandi chef importanti, figuriamoci in un ragazzo di 18 anni. Pur mantenendo la spontaneità e la genuinità del liceale, al quale ogni tanto scappa un “prof” al posto di “chef”. Avremo sempre nel cuore la sua faccia disperata per aver sfracellato una planetaria in tv, facendole mangiare un cucchiaio. Complimenti anche per la cazzimma dimostrata al pressure, dove ha letteralmente volato rispetto agli avversari più grandi e di maggiore esperienza di lui, che si sono invece fatti fregare da un fritto misto.

Elena:7 . Sempre presa a bene, Elena è una ventata di simpatia ma che sa anche cucinare a dovere. Apprezzatissimi i suoi ravioli all’invention e un’ottima tenuta anche in esterna dove non si è mai sprecata. Anche la verve da mercato rionale le si addice.

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Dalia: 5.5 . Ci ha dato grande sofferenza averla persa dalla masterclass, considerandola dall’inizio una papabile finalista: ma siamo sicuri che sentiremo parlare di nuovo di lei. Aveva tirato fuori un’anima ironica e scanzonata che ha fatto divertire tutti nelle ultime puntate. Ingiusta la sua eliminazione a fronte della conservazione di altri (davvero pessimi) concorrenti. Però al pressure ha mollato tutto di fronte a un fritto: e invece, cara Dalia, non si deve mollare mai!

Polone: 1 . Arriviamo, finalmente, alle note dolenti della puntata. Polone non si sa, veramente, cosa stia facendo ancora lì. Il motivo, secondo i giudici, è che ci crede. Ma se nella vita bastasse crederci per farcela e non un minimo di competenza e studio, io farei la prima ballerina alla Scala a quest’ora. Presenta piatti mediocri millantando, durante le preparazioni, le sue nascoste capacità. Così nascoste che nessuno le ha ancora viste. Dalia lo ha definito un venditore di mutande e mai commento sarebbe più azzeccato. Strilla, gonfia il petto, se le canta e se le suona, ma non combina mai niente. Che sia riuscito a mandar fuori una delle migliori della classe resterà un mistero nei secoli. A suo sfavore, anche una certa antipatia caratteriale data dal voler sempre primeggiare e sfidare gli altri senza averne lo stesso spessore emotivo e culinario. Anche meno.

Nicky Brian: 2. Lo Steven Bradbury della stagione. Se non sapete chi sia recuperate su Google il video di quelle Olimpiadi perché è un paragone calzante. Nessuno sa come o perché riesca sempre a salvarsi sul filo, anche a fronte di piatti indecenti come quello di stasera a base di patate crude. Lui sconvolto si chiede “ma non uscirò mica per una patata?” mentre noi da casa ci chiediamo “ma come fa a non uscire senza manco saper cuoce una patata?”. I famosi punti di vista! Ma come il citato pattinatore fortunello, anche lui fa lo slalom, rapidissimo, tra i “cadaveri” dei suoi avversari che scivolano a terra per una leggerezza e gli lasciano campo libero per tagliare il traguardo con la sua mediocrità. Assurdo.

Christian: 3 . Christian stasera ha gonfiato il suo ego più di quanto non avesse già fatto in precedenza. Complici, purtroppo, i successi ottenuti in puntata. Perché se già ci credeva fortissimo prima, figuriamoci stasera dopo aver ricevuto dei complimenti inaspettati. Ma grandi poteri comportano grandi responsabilità! Proprio quelle che non dimostra di avere lui, che all’invention tira dei colpi davvero bassi a tutti, per poi piangere lacrime da coccodrillo. Anche in esterna si bea di tutto il contesto ma non portando la sua squadra neanche a un livello di sufficienza. Lui, però, pavone cocciuto mantiene l’attitude anche al pressure, dove incredibilmente ce la fa ancora una volta, friggendo a più non posso. Dopo tutti questi ori chissà quanto aprirà la coda nelle prossime puntate.

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